La Hoplokyklodromìa è una disciplina sportiva individuale, lanciata ufficialmente nel 2016, come rievocazione dell'antica Oplitodromia.

A differenza di tale storica disciplina, l'Hoplokyklodromìa prevede una prova combinata di corsa campestre - detta Hoplodromìa - e di ciclismo - l'Hoplokyklìa - caratterizzate dal fatto che i partecipanti percorrono l'intero tracciato previsto portando con sé le armi, costituite da uno scudo in legno multistrato (quest'ultimo di dimensioni variabili tra i 50 e gli 80 centimetri di diametro, a seconda della statura del partecipante) e da una lancia costituita dal manico di un rastrello o altro attrezzo da giardinaggio, misurante 180 centimetri di lunghezza.

Dettagli

Ogni partecipante, in occasione della Cerimonia di Schieramento più sotto descritta, viene insignito del titolo di Oplita.

Durante l'Hoplokyklìa, è ammesso portare lo scudo ripiegato in uno zaino o altro contenitore, purché l'intero peso dello stesso gravi costantemente sull'atleta, mentre la lancia può essere fissata al telaio della bicicletta per tutta la durata della prova. A questo scopo, nel gruppo Facebook dedicato all'iniziativa sono state rese disponibili - nonché liberamente scaricabili - dettagliate istruzioni per la realizzazione dello scudo ripiegabile (formato .pdf, 955 kb), al pari anche di un'agile guida per assemblare l'imbraccio necessario al trasporto dello stesso (formato .pdf, 644 kb). è però consentito partecipare con scudi non pieghevoli portandoli a tracolla o sulla schiena, senza l'ausilio di zaini o borse.

Durante l'Hoplodromìa invece, lo scudo deve essere tassativamente aperto e imbracciato, e la lancia deve essere portata in mano sul lato opposto rispetto allo scudo. Nelle salite particolarmente ripide è tollerato utilizzare la lancia come bastone per aiutarsi nel procedere, mentre nelle edizioni in pianura qualsiasi contatto della lancia col terreno è motivo di squalifica.

La zona di transizione dell'edizione 2016.